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Soccorsopopolare (Italia)
Bilan
d’une experience dans le récent mouvement contre la guerre
Le basi americane in Italia
Non si capisce la posizione filoamericana dell’Italia attuale senza considerare il fattore politico rappresentato dalla catena delle basi americane, vere basi di occupazione che ha ridotto l'Italia ad una grande portaerei USA nel centro del Mediterraneo.
Le basi militari sono un fattore fondamentalissimo, un pivot dell’imperialismo americano, del loro sistema di sfruttamento, di rapina, di controllo delle ricchezze naturali, dei flussi della forza lavoro, delle droghe, dei mezzi finanziari.
La lotta contro queste basi, per cacciarle via, contro la partecipazione dell’Italia alla Nato, é il punto politico di maggior importanza per le forze popolari e di classe. E’ la linea di demarcazione precisa con le forze che hanno scelto la via della collaborazione di classe e del tradimento degli interessi proletari.
La catena che tiene l’Italia di oggi in schiavitù è stata costruita dopo la seconda guerra mondiale, col consenso di importanti forze del capitale e della politica italiana, in particolare la Democrazia Cristiana. L’anno chiave é stato il 1947 e l’avvenimento chiave, il viaggio del leader cattolico De Gasperi a Washington. E’ la consacrazione dell’uso politico imperialista del fondamentalisno religioso, vero esempio per i decenni posteriori.
All’inizio gli americani hanno riorganizzato le loro forze che erano arrivata in Italia nel corso della Seconda guerra mondiale. Ricordiamo qui che essi lasciarono nei giorni successivi la fine della seconda guerra mondiale in armi appena sopra Belluno la più efficente divisione corazzata di Kesserling in Italia pronti ad usarla contro Mosca e trattarono con la X Mas del principe Borghese, tra le forze più criminali e virulenye del fascismo che utilizzeranno poi in seguito negli anni 60-70.
Sono già passati sessant’anni da quando gli americani sono arrivati in qust’area strategica e questo ci puo’ illuminare sulla velocità con la quale si apprestano ad abbandonare l’area ancor più strategica dell’Iraq)
Le basi americane avevano una funzione anti paesi socialisti. Le forze maggiori le hanno piazzate nel Nord Est (Veneto e Friuli) un territorio, un saliente che si incunea a Est.
A qualche chilometro a Nord di Pordenone(Friuli) si trova la grande base aerea di Aviano, circondato da grandi depositi di armi nucleari, vero ferro di lancia della guerra contro la Jugoslavia.Si tratta con Ramstein in Germania della piµ grande basa aerea Usa in Europa, spesso visitata da presidenti anericani e dai massini capi militari. Adesso la base, secondo il progetto Aviano 2000, sta ingrandendosi, questo a dimostrazione delle vere intenzioni americane, che sono tutte dirette a mantenere il controllo sull’Europa, sulle rotte del petrolio sul Medioriente e i suoi dintorni.
Nelle retrovie di Aviano, a qualche decina di chilometri, a Vicenza, c’è la grande base di Canp Ederle con migliaia di truppe aereotrasportate della 173 brigata . Queste forze ora sono sia in Afghanistan, sia in iraq del Nord dove sono state paracadutate con il più grande sbarco aereo dalla seconda guerra mondiale. Loro obiettivo specifico è la guardia ai campi petroliferi di Kirkuk. Attorno qa Vicenza un aeroporto e dei siti con armamento anche atomico.
A Verona c’é il comando Nato terrestre Sud Europa.
Presso Pisa a Camp Darby c’è la base logistica strategica, il più grande deposito di materiale bellico americano del mondo. Si è vista bene l’importanza di questi siti nella recente aggressione all’Iraq.
Il comando navale americano per il Mediterraneo e l’Europa è a Napoli e le sue basi principali sono a Napoli, Gaeta, in Sardegna (La Maddalena).
Un’altra grande base è in Sicilia a Sigonella. Alle basi anericane sono suburdinate le basi Nato, terrestri, aeree, navali (importanti ora, a causa della direzione dell’attacco imperialista, quelle della Puglia, quelle di Taranto, Gioia del Colle).
Le basi americane in Italia hanno avuto dal loro inizio un’importanza capitale nella strategia imperialista avente come obiettivo cardine la lotta contro il socialismo, contro I paesi socialisti dell’Europa de l’Est e contro il movimento operaio in Italia. Esse hanno garantito la restaurazione piena del potere della borghesia in Italia, compromessa profondamente col fascismo e messa in difficoltà dal grande sviluppo della resistenza operaia e popolare al nazifascismo.
Quando in Italia di nuovo questo potere borghese é stato scosso dalle lotte dei lqvoratori, degli studenti e degli altri strati popolari (negli anni 60-70) dalle basi americane è partita una guerra antipopolare di bassa tensione (strategia della tensione) già sperimentata in Grecia e altrove. In particolare ricordiamo qui l’organizzazione terrorista nera la Rosa dei Venti (che è l’emblema della Nato) organizzata da militari di di destra-come il colonnello Spiazzi di Verona- legati agli americani. Della lotta armata di sinistra degli anni 70 si sa oramai tutto, niente invece si sa nessuna luce è stata fatta sulle stragi nere, sulle stragi che noi abbiamo chiamato di Stato ma meglio sarebbe chiamare di Nato.
Importante, decisiva è l’influenza economica, il potere di corruzione delle basi americane. Un esempio : per proteggere la loro base strategica di Camp Ederle a Vicenza, gli americani hanno favorito al massimo le esportazioni dell’oro del Sud Africa verso Vicenza, verso quel didtretto di oreficeria industriale. La fiera dell’oro di Vicenza é divenuta la più importanta del mondo e Vicenza una capitale della lavorazione dell’oro. E nello stesso tempo il politico capo democristiano della zona, Mariano Rumor, uno degli uomini politici più importanti dell’Italia sel secondodopoguerra.
Dalle loro basi gli americani hanno diffuso nel paese non solo I loro prodotti, I loro Mac Donald, la loro Coca Cola, ma la loro organizzazione del lavoro, la loro deregulation, il loro neoliberismo, la loro « cultura » di sopprafazione, di ineguaglianza, di dominio. Basta ricordare che le loro truppe sono al di sopra delle leggi nazionali italiane, anche quando provocano dei massacri di civili italiani, come nel caso del taglio del cavo della teleferica del Cermis, compiuto da un aereo americano che si addestrava per andare a bombardare la Jugoslavia e che provoco’ decine di morti. La giustizia italiana non ha potuto incolparli e quellqa americana li ha completamente assolti.
Nei tempi recenti abbiamo visto con a guerra di Jugoslavia e con quella dell’Iraq l’importanza militare di quete basi. Non dimentichiamoci mai della loro importanza politica e sociale, i contatti coi settori reazionari italiani : loggia p2, I promotori delle leggi d’eccezione, i maggioritari, i settori economici e politici che sono per la deregulation, per l’attacco alle conquiste dei lavoratori, uomini e settori del capitale che sono al governo e dominano anche nella « opposizione »
Contro questq rete infernale si sono battute generazioni di operai, di lavoratori, di giovani. Ogni ciclo di lotta di classe in Italia ha espresso come obiettivo maggiore 5 e non solo nelle canzoni che naturalmente non mancano) la cacciata delle basi americane.
Dai partigiani della pace degli anni 50 che si sono battuti contro l’adesione alla Nato, alla lotta degli anni ’60 per sostenere l’eroicqa lotta del popolo vietnamita, che ci mostra bene ancor oggi come costruire un fronte popolare antimperialista a direzione proletaria, come già avevano fatto del resto Stalin e Mao nelle loro guerre popolari.
Abbiamo ripreso adesso nel ciclo di Seattle le manifestazioni contro le basi, in questi tempi di nuova crisi generale e di guerra imperialista.
L’obiettivo della cacciata delle basi americane dalle nostre terre, ora più che mai, è l’obiettivo centrale attorno al quale costruire il fronte antiguerra e il fronte di classe e popolare in Italia.
La lotta contro le basi americane é il punto centrale, pratico che raccorda il lavoro di costruzione, di unificazione dei comunisti, degli imperialisti, del fronte controguerra, parte strategica,centrale del fronte popolare allargato.
Nelle ultime settimane in tutta l’Italia si sono sviluppate continue iniziative contro le basi americane : iniziative di protesta e di presidio contro Camp Ederle a Vicenza, contro l’aereoporto di Aviano, contro la base logistica di Camp Darby a Pisa, contro le basi della Sardegna, di Napoli, Gaeta, Sigonella in Sicilia e altre ancora. Noi abbiamo cercato anche di bloccare I treni della morte che trasportavano armi e carriarmati dalle basi a Camp Darby e da qui all’Iraq. Abbiamo avuto in qualche caso successo. Il movimento contro la guerra non ha mai avuro un’ampiezza simile.
Ma come lo sviluppo del movimento contro la guerra è stato enorme, cosi’ la sua caduta é adesso grande. Perché ?
Bisogna dire chiaramente che ci sono state delle grandi faglie, delle debolezze nel movimento. Il movimento contro la guerra infatti é stato molto largo, ma la direzione della maggioranza delle masse impegnate é ancora in mano ai riformisti, agli opportunisti, ai socialdemocratici, poiché I rivoluzionari in Italia sono in scacco, sono incapaci di riunirsi e di formare quel nocciolo duro di cui abbisogna il movimento contro la guerra imperialista, per continuare a lottare fino alla vittoria. Tutto il fronte contro la guerra rischia di saldarsi rapidamente se non si costruisce questa struttura. Questo é di gran lunga il compito maggiore per icomunisti d’Italia. Bisogna che anche gli italiani costruiscano il loro anello, nella catena mondiale – globale come si dice oggi- di solidarietà, di fraternità, catena internazionale che andrà a resistere, a combattere, a strangolare, a vincere l’idra imperialista.
A ogni crisi imperialista generale la sua guerra mondiale. A ogni guerra mondiale la sua rivoluzione. Tutte le nostre forze alla sua preparazione, al suo sviluppo.
Resistiamo uniti !
Resistiamo ! Resistiamo !
Alla fine la vittoria sarà dei popoli !